In questa epoca ciclisticamente splendida quando si parla di corse di un giorno sono tanti i nomi che possono balzare in mente: Wout van Aert, Mathieu van der Poel, Mads Pedersen, Remco Evenepoel, Tadej Pogacar.
C’è un nome sempre poco considerato ma che sempre di più si sta ritagliando lo spazio che si merita. Quello che in gergo si chiama Underdog e corrisponde al nome di Cristophe Laporte, corridore francese della Jumbo-Visma che ieri si è laureato campione europeo su strada sulle tremende rampe del Col du Vam, davanti a Wout Van Aert o Olav Kooji.
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Trentuno anni a dicembre, è professionista dal 2014, anno in cui ha iniziato a militare nella Cofidis. Corridore veloce, capace di tenere su strappi mediamente duri. Il francese inoltre è abilissimo nella guida della bicicletta. Lo ha dimostrato anche ieri, pennellando alla perfezione le ultime due curve prima di entrare sulla salita finale. In quell’impervio frangente ha guadagnato quei due secondi forse fondamentali per la vittoria nel testa a testa finale con Wout Van Aert (forse messo in croce da Arnaud De Lie?). Lo dimostra anche il sesto posto alla Parigi-Roubaix del 2021 dove fu pizzicato dalle telecamere intento a frenare con lo scarpino sul copertone.
Negli anni passati nella squadra dell’Alta Francia Laporte ha avuto occasioni in cui sfoggiare tutto il suo talento, cogliendo diverse vittorie ma iniziando a crearsi attorno quella nomea di eterno piazzato che per diverso tempo lo ha identificato fino al 2022.
Anno del passaggio in Jumbo-Visma e della definitiva consacrazione.
La consacrazione: il passaggio in Jumbo-Visma
La notizia del passaggio di Cristophe Laporte in Jumbo-Visma nell’agosto 2021 fece storcere non pochi nasi. In molti non lo ritenevano semplicemente all’altezza della corazzata neerlandese.
Ci ha messo due giorni di corsa per dare una prima dimostrazione di essere la scelta giusta. Prima tappa della Parigi-Nizza 2022 vinta in grande stile.
C’è da dire che arrivò al termine di un attacco orchestrato con Wout Van Aert e Primoz Roglic su uno strappetto. Gli altri due compagni di squadra furono ben contenti di lasciargli la vittoria. Ma la selezione sulla salita fu proprio fatta dal corridore francese.
Il suo arrivo era visto insomma come un supporto per le classiche di Wout Van Aert. Con il tempo si è dimostrato molto di più di un aiutante e di essere una vera e propria prima scelta alternativa. Podio alla E3 e alla Gent-Wevegelm ed una top ten alla RVV a conferma di ciò.
L’ingresso definitivo di Laporte nei meccanismi ben oliati della Jumbo-Visma si è avuto nel Tour de France 2022. A Cahors (dicannovesima tappa) si è tolto la prima soddisfazione personale al Tour, ma soprattutto in tutta la Gran Boucle è stato una pedina fondamentale nello scacchiere Jumbo-Visma per portare alla vittoria nella classifica generale di Jonas Vingegaard e alla vittoria della maglia verde di Wout Van Aert.
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Ad Aremberg contribuendo a sistemare una situazione diventata molto complicata tra cadute e forature;
Sul Col du Telegraphe dando la prima accellerata in discesa prima del Galibier e degli attacchi dei due capitani;
In ogni tappa di montagna scandendo il passo sulle prime due salite.
Il grande 2022 di Laporte si è poi chiuso con un argento mondiale battendo in volata il suo compagno di team, Wout Van Aert. Proprio come ieri, ma con in palio la maglia di campione europeo.
Poco ma buono: il grande 2023 di Cristophe Laporte
Leggendo i nudi numeri del 2023 di Cristophe Laporte subito si rimane colpiti dalla consistenza
43 giorni di corsa:
primo alla Dwaars dor Vlanderen e alla Gent-Wevegelm;
due tappe al Giro del Delfinato (con annessa vittoria della classifica a punti);
Un Tour de France corso da gregario, e di nuovo fondamentale per il back-di-back di Vingegaard;
altre top ten di prestigio (Homloop, Roubaix);
un campionato europeo vinto d’astuzia, attaccando ai meno dieci chilometri dall’arrivo. La bravura del corridore si intuisce nel momento in cui capisce di essere battuto in situazioni normali e si inventa qualcosa per uscire dal suo destino. Così per scampare ad una sorte segnata, qualora si fosse arrivati in volata contro Mads Pedersen, Wout Van Aert, Arnaud De Lie ed Olav Koji, Laporte ha sorpreso tutti giocandosi la sua carta al momento giusto.
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In molti avevano storto il naso quando, in occasione della Gent-Wevegelm, Wout Van Aert ha deciso di lasciare la vittoria al francese. Quasi si voleva far passare questo come un contentino per un corridore condannato a fare solo il lavoro sporco per altri, ma Cristophe Laporte è molto di più. Un grande corridore ed un grande uomo squadra ed in Jumbo-Visma questo lo sanno.
Con il senno di poi questo trasferimento si è rivelato un matrimonio perfetto per entrambi. Il francese è riuscito a trovare la sua giusta dimensione per esprimersi al meglio e per raggiungere la maturità ciclistica.
E la Jumbo-Visma si trova tra le mani l‘underdog più forte in circolazione in questo momento.
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