Canoa/Canottaggio

Nuova Zelanda e Croazia, quando il canottaggio diventa cultura

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Nel canottaggio sta per cominciare la nuova stagione. In Italia con il tradizionale Memorial Paolo D’Aloja, in programma a Piediluco dal 22 al 24 marzo, mentre in campo internazionale, ma sempre nelle acque italiane, dal 12 al 14 aprile partirà la Coppa del Mondo con la tappa di Varese. È l’occasione per fare un tuffo nella storia recente di questo sport, anzi una vogata, com’è chiamato il gesto tecnico dei canottieri, in scia a due grandissime coppie dell’ultimo decennio…

Nuova Zelanda e Croazia sono rispettivamente due Paesi di cinque e quattro milioni di abitanti, che sommati non fanno neanche la popolazione di tutta la Lombardia. Queste due nazioni negli ultimi vent’anni hanno partorito quattro atleti, due per ciascuna, che hanno segnato non solo la storia del canottaggio, ma anche la storia sportiva dei rispettivi Paesi, diventando delle vere e proprie icone. Stiamo parlando di Eric Murray e Hamish Bond per quanto riguarda la Nuova Zelanda e Martin e Valent Sinkovic per la Croazia. Quattro atleti che negli ultimi venti anni hanno guadagnato lo status di leggenda nello sport.

Il canottaggio del duo Kiwi

Il duo neozelandese proviene da uno Stato dove il canottaggio e la cultura sportiva è intrinseca da decenni nella popolazione. La fondazione della Federazione neozelandese di canottaggio risale al lontano 1887 e risulta essere una delle prime Federazioni nella storia di tutto il panorama sportivo, non solo nell’ambito del canottaggio.

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Quella che divenne famosa poi come coppia sul due senza è nata quasi per caso dopo un mondiale vinto in quattro senza a Monaco nel 2007. Da quel mondiale in poi iniziò una cavalcata trionfale che termina solamente nel 2016 con le Olimpiadi di Rio: nove anni di dominio targati Murray&Bond. Dal 2009 al 2016 infatti, sono stati imbattuti in tutte le gare a cui hanno partecipato: sei mondiali consecutivi a cui si aggiungono le Olimpiadi di Londra e Rio. Il loro dominio non si limitava esclusivamente al panorama iridato e olimpico. Infatti sono stati imbattuti per nove anni anche nella Coppa del Mondo con diciassette vittorie in altrettante partecipazioni, stabilendo così un record di imbattibilità in campo internazionale che tutt’ora non è stato raggiunto.

Dopo le Olimpiadi di Rio le strade della ormai leggendaria coppia si separarono. Murray si dovette fermare per lungo tempo a causa di un’operazione al ginocchio, mentre Bond si prese una pausa di due anni dal canottaggio concentrandosi principalmente sul ciclismo, riuscendo a partecipare ai Mondiali a crono del 2017 a Bergen.

Tutte queste vittorie hanno permesso al duo neozelandese di raggiungere un vero e proprio status di leggende nel canottaggio e nella storia dello sport neozelandese, ai livelli dei due rugbisti Dan Carter e Johan Lomu. Nel 2018 la FISA, la Federazione mondiale del canottaggio, premia il duo con l’assegnazione della medaglia Thomas Keller, un’onorificenza rilasciata solamente ai più grandi atleti di tutti i tempi nel canottaggio. Mentre nel 2019 hanno avuto la definitiva consacrazione a status di leggende del proprio Paese, venendo premiati come migliori sportivi neozelandesi della decade 2010-2019, tramite l’assegnazione del prestigioso Halberg Awards.

La piccola Croazia nella storia del canottaggio

Sorvolando mezzo globo terrestre e passando dalla Nuova Zelanda alla Croazia, troviamo molto probabilmente due dei fratelli più vincenti non solo del canottaggio, ma di tutti gli sport. Martin e Valent Sinkovic infatti, vantano, remando sempre insieme fin dagli esordi nel canottaggio, tre medaglie olimpiche, di cui due d’oro, otto medaglie mondiali, di cui sei d’oro e nove medaglie europee, di cui sette d’oro. Un palmarès che non ha nulla da invidiare ad altre coppie vincenti di fratelli, come gli Abbagnale per il canottaggio stesso o i fratelli Boe per il biathlon.

©sinkovicbrothers

La loro storia è un po’ diversa da quella del duo neozelandese, perché il canottaggio in Croazia, a differenza della Nuova Zelanda, non faceva parte del bagaglio sportivo e culturale dello stato. Iniziò ad esserci il Comitato olimpico per la disciplina solamente dal 1991. I due fratelli iniziarono a remare insieme all’età di 13 anni e da lì non si sono più separati. La loro prima apparizione nel panorama internazionale tra i “professionisti” risale ai Mondiali del 2010. Lì vinsero il loro primo oro nel quattro di coppia, dando inizio a quella che poi si rivelerà una carriera da vincenti, che tutt’ora non si è chiusa. Infatti adesso, tredici anni dopo la loro prima apparizione internazionale vogliono chiudere in bellezza la loro leggendaria e vincente carriera alle Olimpiadi di Parigi.

I due fenomeni croati hanno dimostrato di essere fin da subito dei talenti generazionali e degli atleti poliedrici. Durante gli anni della loro gloriosa carriera sono stati capaci di vincere e dominare su tre barche diverse: il quattro di coppia, il doppio e il due senza. Nel doppio sono anche detentori del record del mondo sulla distanza olimpica con un tempo che sembra irraggiungibile, essendo stati gli unici nella storia a scendere sotto la barriera dei sei minuti.

I due fratelli croati ormai sono diventate delle autentiche leggende dello sport croato e hanno influenzato parecchi giovani sulla scelta dello sport da praticare. Oggi proprio due fratelli vogliono provare a seguire le orme dei due veterani. Si tratta dei fratelli Loncaric, Patrick e Anton. La nuova coppia plurimedagliata nelle categorie giovanili, tra Mondiali e Europei, è pronta a raccogliere il testimone dopo Parigi per guidare poi la squadra olimpica croata.

Immagine in evidenza: ©WorldRowing

Matteo Salina

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